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Lavis
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mwhaLavis (mwhqIPA: /laˈvis/, mwhgLavìs in mwhwdialetto trentinocite-ref-limiti5-4-0[4]) è un mwjacomune italiano di 9 286 abitanticite-ref-demo-5-0[5] della mwkqprovincia autonoma di Trento. Situato nella mwkgval d'Adige ad una decina di chilometri a nord di mwkwTrento presso lo sbocco della mwlaval di Cembra, è bagnato dal torrente mwlqAvisio (mwlgLa Vìs in dialetto trentino) da cui ne deriva il nome.
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Stemma
• Ponti
• Società
• Cultura
• Teatro
• Musica
• Frazioni
• Economia
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Calcio
• Sci
• Karate
• Note
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Geografia fisica
Territorio
La borgata di Lavis (46°08′N 11°06′Emwnq46°08′N, 11°06′E) è situata nella media mwngvalle dell'Adige, sulla sponda destra del fiume mwnwAdige e alla sinistra orografica del torrente mwoaAvisio, che qui sfocia dopo aver percorso la mwoqVal di Cembra. Il comune si trova a circa 10mwog km a nord di mwowTrento e rappresenta un importante snodo tra la mwpaPiana Rotaliana (a nord), la Val di Cembra (a est) e l'area urbana di mwpqTrento (a sud).
Il territorio comunale, che si estende per 12,44mwpw km², è caratterizzato da una piana alluvionale intensamente coltivata (in particolare a mwqavigneti e mwqqmeleti) e da rilievi collinari, come le colline di Pressano e Sorni, rinomate per la mwqgviticoltura. La mwqwdensità abitativa è di circa 736 ab./km².
Il legame con i corsi d'acqua è fondamentale. Oltre all'Adige e all'Avisio, il territorio ospita il mwrqmwrgBiotopo Foci dell'Avisio. Questa mwrwriserva naturale di circa 100 ettari, situata alla confluenza dei due fiumi, rappresenta una delle poche mwsaaree umide fluviali non canalizzate rimaste nel fondovalle trentino, di notevole importanza per l'mwsqavifauna e la vegetazione ripariale.
Clima
Il clima di Lavis è di tipo mwtacontinentale umido, simile a quello di Trento, ma con caratteristiche proprie del fondovalle. Le estati sono calde, con temperature che possono superare i 30mwtq °C, mentre gli inverni sono moderatamente freddi, con gelate frequenti e occasionali nevicate. La posizione allo sbocco della Val di Cembra può favorire correnti d'aria fresca.
Origini del nome
Storia
Preistoria e primi insediamenti
In epoca preistorica, il territorio dove oggi sorge Lavis era caratterizzato da un paesaggio difficile: numerosi canali e corsi d'acqua generavano aree paludose e terreni instabili, rendendo l'area poco adatta alla vita umana. Soltanto durante l'mwwaetà del Bronzo cominciarono a comparire i primi insediamenti stabili. Il primo nucleo abitato sorse ad opera dei mwwqReti, una popolazione autoctona alpina, sulle colline tra l'attuale Lavis e mwwgPressano. L'attività principale era la mwwwviticoltura, favorita dalla conformazione del terreno collinare, che permetteva ai Reti di commerciare i propri prodotti (in particolare il mwxavino) con i mwxqRomani.cite-ref-6[6]
Epoca romana
Intorno al mwza15 a.C., il generale romano mwzqDruso, figlio adottivo dell'imperatore mwzgAugusto, condusse la campagna militare che portò alla conquista del Trentino e alla sconfitta delle popolazioni retiche. A seguito della romanizzazione del territorio, fu costruita la mwzwmwaaVia mwaqmwagClaudia Augusta, un'importante arteria viaria che attraversava la regione e prevedeva un passaggio sul torrente mwawAvisio. Per garantire l'attraversamento fu edificato un mwbaponte in legno, sebbene collocato in una posizione diversa rispetto agli attuali attraversamenti.
Durante questo periodo sorse anche il centro abitato di mwbgPressano, il cui nome deriva probabilmente dal latino mwbwlocus praesanus, ovvero "luogo sano"cite-ref-7[7], a sottolineare la sua posizione rialzata e salubre rispetto alle aree paludose di Lavis. Col passare del tempo, parte della popolazione che abitava le colline scese a valle per avvicinarsi al fiume, attratta dalle opportunità offerte dalla vicinanza con l’acqua. Fu così che si sviluppò il primo nucleo urbano di Lavis.
Alto Medioevo
Dopo la mwdgcaduta dell’Impero romano d’Occidente nel mwdw476 d.C., il territorio trentino — come molte altre aree alpine — visse un lungo periodo di instabilità politica e frammentazione del potere. Con la scomparsa di un’autorità centrale forte, le popolazioni locali si trovarono progressivamente costrette ad autogestirsi per far fronte ai bisogni quotidiani e per difendere il territorio.
Con l'invasione dei Longobardi nel mweq568-mweg569, venne istituito il mwewDucato di Trento di cui Lavis entrò a far parte. Nel 774 l'area di Lavis entrò a far parte dell'mwfaImpero carolingio e, dopo la morte di mwfqCarlo Magno, la città entrò a far parte dei domini di mwfgLotario I. Nel 1004, venne istituito il mwfwPrincipato vescovile di Trento ed i vescovi iniziano a riscuotere tributi anche a Lavis.
Vicinia di Lavis
La Vicinia di Lavis, chiamata anche mwgwVicinanza di Lavis o mwhaVicinia Avisii, era un'antica forma di organizzazione comunitaria con funzioni amministrative, sociali ed economiche, attiva almeno dal 1526 fino all'inizio dell’Ottocento.
La vicinia era costituita dai rappresentanti dei residenti (detti "vicini") ed era l'organo decisionale della comunità locale. L’assemblea si riuniva più volte all’anno, convocata generalmente dal suono della campana, per discutere questioni legate alla vita collettiva: gestione dei campi e degli alpeggi, manutenzione di strade, ponti, fiumi e boschi, sfruttamento di risorse naturali, e anche la cura degli edifici religiosi, come la chiesa e la canonica.
Ogni comunità era regolata da una "carta di regola", una sorta di statuto che stabiliva le norme di convivenza. Quella di Lavis, condivisa con Pressano e altre località vicine, risale al 1º marzo 1526. Fu confermata poi dall'imperatrice mwhwMaria Teresa nel 1746 e da mwiaGiuseppe II nel 1783.
A capo della vicinia vi era il regolano, eletto ogni anno a rotazione tra i proprietari di immobili. Le assemblee si tenevano inizialmente a Pressano, poi nella casa comunale di Lavis. Il regolano era affiancato da tre sindaci e sei deputati, che formavano il Consiglio della comunità. Ogni sindaco era responsabile del proprio gruppo di famiglie, detto mwigcolumello. Esistevano poi altre figure, come l’esattore delle tasse (le mwiwsteore), i mwjaPaumaister incaricati della manutenzione degli argini di Adige e Avisio, e altri ruoli comunitari come il "becaro" (macellaio), i "stimadori" (perizie), i "saltari della campagna" (guardie rurali), il pastore e i sorveglianti antincendio.
Periodo Napoleonico
Nel 1796, nell'ambito della mwjwCampagna d'Italia, il borgo fu teatro di un'mwkaimportante battaglia che costrinse gli austriaci a ritirarsi e permise ai francesi di occupare mwkqTrento. Inoltre, nel 1809 durante l'mwkgInsorgenza tirolese, i rivoltosi scelsero Lavis per organizzare l'ultima linea difensiva contro le truppe franco-italiane e la città venne messa sotto assedio (mwkwBattaglia di Lavis (1809)). L’autonomia delle vicinie venne drasticamente ridotta con l’arrivo dell’mwlaamministrazione bavarese durante il periodo napoleonico. Con il decreto vicereale del 24 luglio 1810, il Dipartimento dell’Alto Adige fu diviso in distretti, mwlqcomuni e cantoni, e le antiche mwlgregole vennero abolite, segnando la fine della Vicinia di Lavis come istituzione autonoma.
Nonostante la perdita dell’autonomia tradizionale, questo periodo portò anche innovazioni, come una maggiore uniformità normativa, riforme fiscali e tentativi di razionalizzazione dell’apparato amministrativo. Tuttavia, il nuovo sistema incontrò resistenze nelle comunità rurali, abituate a una gestione locale fondata sulla partecipazione diretta e sulla tradizione.
Con la caduta di mwmqNapoleone nel mwmg1815, Lavis, come il resto del Trentino, venne annessa all’mwmwImpero austriaco, entrando a far parte della mwnaContea del Tirolo, sotto il controllo asburgico, che avrebbe mantenuto fino alla fine della mwnqPrima guerra mondiale.cite-ref-8[8]
Simboli
Stemma
Lo stemma del comune di Lavis è stato riconosciuto con D.C.G. del 9 agosto 1929.cite-ref-9[9]
«
Troncato
di azzurro e di rosso, a tre verghe d'oro, legate da un nastro d'argento attraversanti.
»
Esso è lo stemma dell'antica "Comunità di Lavis, Pressano e Consorti", a significato dell'unione e della solidarietà che lega le comunità rappresentate.
Gonfalone
Dagli anni Ottanta del Novecento il Comune utilizzava un gonfalone non approvato formalmente:
«Drappo rettangolare cadente, troncato di azzurro e di rosso, appeso al bilico mediante 6 merli guelfi, terminante al ventame in grande punta centrale; il centro è caricato dello stemma comunale con corona murale; la dicitura orizzontale COMUNE DI LAVIS (in due righe) è collocata nella parte inferiore della fascia rossa.»
Su richiesta del consiglio comunale la Giunta provinciale di Trento ha approvato il nuovo gonfalone ufficiale con deliberazione n. 559 dell'11 aprile 2014.cite-ref-11[11]
«Drappo rettangolare di cm 90 x cm 180, del colore di due smalti dello stemma, l'azzurro e il rosso, divisi in due campi sovrapposti e di eguale altezza, aventi le seguenti caratteristiche: 1. il drappo è sospeso mediante un bilico mobile ed un’asta metallica e terminata in punta da una freccia; 2. il gonfalone ornato e frangiato è caricato, al centro, dallo stemma del Comune sormontato dall’iscrizione centrata e convessa verso l’alto, con lettere maiuscole romane, COMUNE Dl LAVIS; 3. la cravatta frangiata consiste in nastri tricolorati dai colori nazionali; 4. le parti metalliche del gonfalone sono argentate, come lo sono analogamente i ricami (che vogliono rappresentare la vite quale coltura storicamente caratterizzante il territorio), i cordoni e l'iscrizione.»
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mwwaChiesa di Sant'Udalrico, citata già dall'anno 1341 in un contratto relativo all'acquisto di legname, venne ricostruita nell'anno 1488 in mwwqstile gotico, nel 1593 in mwwgstile rinascimentale, e nel 1760 nelle forme attuali. Ad oggi la chiesa si presenta in forme mwwwbarocche, a tre navate scandite da due pilastri ciascuna, con volte decorate da scene dell'Esodo nell'aula, e da episodi della vita di Sant'Udalrico nel presbiterio, ad opera del pittore veronese mwxaBartolomeo Zeni, che qui operò tra il 1783 e il 1789. Vi sono inoltre pregevoli stucchi rococò e decorazioni a finto marmo. Altre opere degne di nota sono i due altari laterali, dedicati alla Madonna e al Crocifisso, opera dello scultore mwxqCristoforo Benedetti, risalenti agli anni 1700-1719 e posti nella precedente chiesa, dalla quale provengono anche le due tele raffiguranti l'Assunzione di Maria e la Resurrezione di Cristo, realizzate verso il 1700 dal pittore mwxgGiuseppe Alberti. L'altare maggiore è opera marmorea tardo-settecentesca del maestro Giovanbattista Antonini da Brentonico. Dietro esso si trova la Pala del Santo Patrono opera del boemo Johann Pock, racchiusa in una imponente ed elaborata cornice marmorea. Narra la leggenda che la chiesa sorse sul luogo della morte di Sant'Udalrico, avvenuta nel 973 d.C. Il santo vescovo di Augusta, al ritorno da un pellegrinaggio a Roma, sentendosi morire chiese di essere trasportato sulla riva destra del torrente Avisio, che all'epoca rappresentava il confine tra il mondo tedesco e quello italiano, per poter spirare nella sua terra. A Lavis sarebbero state quindi sepolte le viscere del santo, secondo la tradizione popolare.
• mwyaChiesa della Madonna di Loreto, risalente al 1700 circa, è posta sulla sponda del torrente mwyqAvisio in prossimità del ponte. Costruita su modello della mwygSanta Casa di Loreto per volere di Giovanni Battista Svaldi, si presenta ad aula unica e volta a botte. L'altare in pietra è sormontato dalla nicchia contenente la statua della Madonna ed è decorato da un affresco opera del pittore Angelo Orlandi raffigurante il trasporto della Santa Casa.
• mwzaChiesa di San Giovanni Nepomuceno, mirabile opera barocca di Domenico de Costa di Badia risalente al 1755. Già cappella privata dell'adiacente palazzo De Coredo, ora municipio, l'edificio si presenta affacciato sulla antica Via Imperiale. L'interno a navata unica è arricchito da lesene sostenenti un imponente cornicione e da eleganti stucchi. Capolavoro assoluto è senza dubbio l'ancona barocca a stucco che incornicia la pala, bellissima opera rococò di Francesco Sebaldo Unterpergher, dipinta nel 1741, raffigurante la Madonna con Bambino attorniata dai santi Giuseppe, Giovanni Battista, Giovanni Nepomuceno e Carlo Borromeo.
• mwzgChiesa di San Felice da Nola, nella frazione di Pressano.
• mw0aChiesa di Santa Maria Assunta, nella frazione di Sorni.
Architetture civili
• mw2aPalazzo de Maffei: Il Palazzo de Maffei di Lavis è un edificio nobiliare barocco. Originariamente di proprietà della famiglia Maffei, nel 1667 fu parzialmente ricostruito su progetto di Giovanni Barchetti. Nel 1780 passò alla famiglia del Rio, che in gran parte lo ricostruì dopo un incendio nel 1792 su progetto di Carlo Caminada da Brienno. A partire dal 1885, divenne sede di un istituto per l'educazione gratuita di bambine povere, gestito dalle suore Canossiane fino al 2001. Ora è di proprietà della Soprintendenza per i Beni Culturali ed ospita numerosi eventi civili.
Aree naturali
Giardino dei Ciucioi
È un giardino che sorge sulle pendici del dos Paion sopra il borgo di Lavis. Il toponimo "Ciucioi" deriva dal mw4qtedesco mw4gZu Zoll (Al Dazio: il paese di Lavis, era infatti il mw4wdazio mw5atirolese posto sul confine tra la contea del Tirolo e il Principato vescovile di Trento). Il giardino dei Ciucioi fu ideato e realizzato da Tommaso Bortolotti, ricco imprenditore lavisano, tra il 1840 e il 1860. Esso si sviluppa su mw5qterrazzamenti e si compone di finte quinte architettoniche legate all'eclettismo architettonico dell'epoca. Rare piante esotiche, coltivate in vaso e custodite in grandi serre riscaldate da stufe a olle e caminetti, arricchivano il patrimonio botanico del giardino ammirato anche da imperatori e principesse che passavano lungo la sottostante strada imperiale. Il Giardino è gestito dall'mw5gEcomuseo Argentario.
Biotopo foci dell'Avisio
Riserva naturale che comprende le foci dell'Avisio e parte del corso dell'Adige fino alle foci del Noce. È attraversata dalla mw6gciclopista della valle dell'Adige.
Ponti
mw7qPonte sull'Avisio: Per secoli ha segnato il confine tra il Principato vescovile di Trento e la Contea del Tirolo. L'antico ponte in legno è stato sostituito dall'attuale ponte in ferro.
Società
Evoluzione Demografica
Etnie e minoranze straniere
1. mw-gRomania, 208
2. mwaqaAlbania, 78
3. mwaqiMarocco, 74
4. mwaqqIndia, 58
5. mwaqyMoldova, 37
6. mwaqgUcraina, 33
7. mwaqoMacedonia del Nord, 31
8. mwaqwPakistan, 29
9. mwaq4Tunisia, 26
10. mwaraBurkina Faso, 23
Religione
La maggioranza della popolazione di Lavis è di mwarmreligione mwarqcattolica romana. Il comune fa parte dell'mwaruArcidiocesi di Trento e il suo territorio è suddiviso in 3 mwaryparrocchie (Sant'Udalrico nel capoluogo, San Felice da Nola a Pressano e Santa Maria Assunta a Sorni), raggruppate nell'Unità Pastorale 'Lavis S.Udalrico"cite-ref-14[14]
Sul territorio comunale è inoltre presente una mwarwSala del Regno dei Testimoni di Geova.cite-ref-15[15] Altre confessioni cristiane, come mwaseevangelici o mwasimormoni, fanno riferimento alle vicine comunità presenti a mwasmTrento.
In quanto parte del mwasuPrincipato vescovile di Trento, anche la comunità di Lavis fu soggetta all'interdetto del 1475 del principe vescovo mwasyGiovanni Hinderbach, che vietava la presenza di mwascebrei nel territorio in seguito ai fatti legati al presunto martirio del mwasgSimonino di Trento.cite-ref-16[16] Tale bando, sebbene non più applicato da secoli, fu formalmente revocato solo nel 1965 dall'arcivescovo mwas0Alessandro Maria Gottardi, atto che permise la riconciliazione ufficiale con la comunità ebraica e che riguardò l'intera diocesi.cite-ref-17[17]
Come in altre aree del Trentino, i recenti flussi migratori hanno portato alla presenza di nuove comunità religiose, in particolare di fede mwatmislamica e mwatqcristiano-ortodossa, legate all'immigrazione dall'mwatuAfrica del Nord e dall'mwatyEuropa orientale.
Tradizioni e folclore
• mwatoFesta Patronale della Natività di Maria: Celebrata l'8 settembre, è legata a un antico voto della comunità per essere stata risparmiata dalla mwatspeste e dalle inondazioni dell'Avisio.
• mwat0Fiera della Lazzera: ricorrenza antichissima, si tiene in primavera per dare il benvenuto alla bella stagione e prevede centinaia di bancarelle con abbigliamento, piante e cibo.cite-ref-18[18]
• mwaumPorteghi e Spiazi: Evento estivo di tre giorni con cortili, case e giardini aperti per celebrare la cucina tipica del territorio, la musica, la cultura e offre numerosi laboratori e attività per le famiglie.cite-ref-19[19]
• mwaukLa Zobia Grassa: Il tradizionale carnevale con sfilata di carretti e maschere artigianali che si tiene il Giovedì Grasso.cite-ref-20[20]
• mwau8Il fantoccio dei coscritti: è una tradizione goliardica legata ai giovani che compiono 18 anni, che include il "rapimento" di un fantoccio da parte dei coscritti di un altro paese per nasconderlo. Si tratta di un pupazzo che rappresenta una sorta di "trofeo" tra i coscritti di diversi paesi. Il fantoccio viene spesso ritrovato in luoghi simbolici, come l'imbocco della Val di Cembra, a Lavis.cite-ref-21[21]
Qualità della vita
Lavis si distingue in particolare per l'elevato mwavycapitale sociale e la densità del tessuto associativo. Nel mwavc2009, il comune è stato definito il "comune più solidale d'Italia".cite-ref-solidale2009-22-0[22] Tale riconoscimento fu attribuito a seguito di un'indagine che rilevò un tasso di mwavwvolontariato eccezionalmente alto: l'80% della popolazione (oltre 6.500 cittadini all'epoca) risultava attivamente impegnato in una delle numerose associazioni di volontariato del territorio.cite-ref-solidale2009-22-1[22] Questa forte partecipazione civica, che spazia dal sociale allo sportivo, al culturale, è sostenuta da specifiche politiche comunali e rappresenta un elemento distintivo della vita comunitaria.cite-ref-23[23]
Cultura
Istruzione
Biblioteche
• Biblioteca Comunalemwawo: Situata in Piazzetta degli Alpini, è biblioteca capofila del sistema intercomunale con mwawsTerre d'Adige.
Musei
Teatro
• Teatro Auditorium Comunalemwaxq: Ospita una stagione teatrale annuale di prosa e musica.
Musica
Gruppo Strumentale Giovanile di Lavismwaxc: Associazione locale che offre corsi di musica e avviamento strumentale per la mwaxgbanda cittadina.
Geografia Antropica
Suddivisioni storiche
Il nucleo storico del paese è il rione Pristol, situato su un piccolo dosso, nome derivante dal mwaxwtedesco mwax0Burgstall ("luogo fortificato").
Frazioni
Secondo lo statuto comunale, oltre al capoluogo, il comune di Lavis comprende le frazioni di:cite-ref-24[24]
• mwayymwaycPressano: Frazione collinare nota per la sua vocazione vitivinicola.
• mwaykmwayoSorni: Altra frazione collinare rinomata per i suoi vini.
• mwaywmway0Nave San Felice: Piccola frazione situata in pianura.
Altre località includono: Maso Rover, Maso Spon, Maso Zancanar e Stazione di Lavis.
Economia
L'economia di Lavis ha una solida base nel mwazesettore primario, storicamente legato alla mwaziviticoltura e alla mwazmfrutticoltura (in particolare mwazqmele) che caratterizzano sia la piana alluvionale che le rinomate aree collinari delle frazioni di mwazuPressano e Sorni. Il mwazysettore agricolo è fortemente strutturato attorno al sistema cooperativo, la cui espressione più nota è la mwazcCantina La-Vis, fondata nel mwazk1948 da 14 viticoltori e oggi una delle principali realtà vinicole della regione, che raggruppa centinaia di soci conferitori.cite-ref-25[25]
Accanto all'agricoltura, Lavis ha sviluppato un importante mwaz8settore secondario e mwaaaterziario. La posizione strategica del comune, allo snodo tra la mwaaeValle dell'Adige, la mwaaiPiana Rotaliana e la mwaamVal di Cembra, e la vicinanza alle principali vie di comunicazione (autostrada e ferrovia), ha favorito la nascita di una vasta zona industriale e artigianale. Quest'area ospita numerose aziende attive nella logistica (come la D.A.O. Società Cooperativa, uno dei centri distributivi del gruppo mwaaqConad), nei servizi energetici (Cristoforetti Servizi Energia), nell'edilizia, nell'impiantistica (Gunnebo Entrance Control) e nel commercio.cite-ref-26[26] Sono inoltre presenti diffuse attività di mwaakartigianato, come la lavorazione del legno e la pasticceria.cite-ref-27[27]
Come in tutto il Trentino, anche a Lavis il sistema del mwaa8credito cooperativo è profondamente radicato. Storicamente, il comune era sede della Cassa Rurale Lavis-Valle di Cembra. A seguito di un processo di fusione iniziato nel 2017 con la Cassa Rurale di Mezzocoronacite-ref-28[28] e culminato nel 2019 con l'incorporazione nella Cassa Rurale di Trentocite-ref-29[29] (oggi mwabgBanca per il Trentino Alto Adige), il territorio fa riferimento a uno dei maggiori istituti di credito cooperativo della provincia.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Lavis è situata lungo il principale asse viario della mwabwValle dell'Adige. Il comune è attraversato dalla mwab0Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero (SS 12), che la collega direttamente a mwab4Trento e a mwab8Bolzano.
L'mwaceAutostrada A22 del Brennero corre parallela al territorio comunale, che è servito dai vicini caselli di Trento Nord e di San Michele all'Adige-Mezzocorona.cite-ref-30[30]
Dal centro di Lavis ha inoltre origine la mwaccStrada statale 612 della Val di Cembra (SS 612), importante arteria di collegamento con l'omonima valle e con la mwacgVal di Fiemme.
Ferrovie
Il territorio comunale è servito da due linee ferroviarie che corrono parallele:
• la mwadeFerrovia del Brennero, linea a mwadiscartamento normale gestita da mwadmRFI, che serve la cittadina con la mwadqStazione di Lavis;cite-ref-31[31]
• la mwadoFerrovia Trento-Malé-Mezzana, linea a mwadsscartamento ridotto gestita da mwadwTrentino Trasporti, che dispone della mwad0stazione di Lavis FTM (situata in prossimità della stazione RFI) e della fermata di Nave San Felice.cite-ref-32[32]
Mobilità urbana
I trasporti urbani ed extraurbani sono gestiti dalla società mwaeqTrentino Trasporti.
Lavis è collegata a mwaeyTrento dalla linea 17 della rete urbana del capoluogo, di cui costituisce il capolinea settentrionale.cite-ref-33[33] Il comune è inoltre servito da diverse linee extraurbane che lo collegano ai comuni della mwaesPiana Rotaliana (come mwaewMezzocorona e mwae0Mezzolombardo) e alla mwae4Val di Cembra.cite-ref-34[34]
Amministrazione
Sindaci dal 1978
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica |
|---|---|---|---|---|
| 1978 | 1985 | Cornelio Moser | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 1985 | 1990 | Cornelio Moser | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 1990 | 1995 | Claudio Brugnara | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 1995 | 2000 | Graziano Tomasin | Progressisti - L'Ulivo | Sindaco |
| 2000 | 2004 | Graziano Tomasin | Progressisti - L'Ulivo | Sindaco |
| 2004 | 2010 | Graziano Pellegrini | Lista civica | Sindaco |
| 2010 | 2015 | Graziano Pellegrini | Lista civica | Sindaco |
| 2015 | 2020 | Andrea Brugnara | Partito Democratico , PATT , Vivilavis | Sindaco |
| 2020 | 2025 | Andrea Brugnara | Partito Democratico , PATT , Vivilavis | Sindaco |
| 2025 | in carica | Luca Paolazzi | Partito Democratico , PATT , Vivilavis | Sindaco |
Sport
Calcio
Ha sede nel comune la società Us Lavis ASD che il 28 aprile 2024, grazie al successo in casa per 2-0 contro il SSV Naturns, centra la storica promozione in mwakkSerie D con due giornate di anticipo. Nel 2025 milita nel campionato di mwakoEccellenza Trentino
Sci
L'associazione sportiva SCI CLUB LAVIS fondata nel 1974, su iniziativa di Armando Botteon, iscitta alla F.I.S.I., dà luogo a numerose iniziative ed attività sciistiche, corsi di sci a tutti i livelli per bambini, ragazzi e adulti. Negli anni ha anche organizzato importanti manifestazioni sportive, tra cui quella di maggior spicco negli anni '90 fu la 6-SCI gara non agonistica a squadre composte da gruppi di famiglie, che, sotto la guida di Alberto Ghezzer prima e di Moser Cornelio poi e con il patrocinio di Rolly Marchi (lavisano di nascita, personaggio di spicco nel mondo dello sci e non solo, giornalista e fondatore, tra le altre iniziative, del famosissimo Trofeo Topolino di Sci), vide la partecipazione di campioni quali Alberto Tomba, Kristian Ghedina, Sabina Panzanzini, i fratelli Bergamelli ed altri, oltre a campioncini allora ancora in erba tra i quali Federica Brignone.
Pallavolo
All'interno dell'U.S. Lavis non vi è solamente il calcio. Essendo una polisportiva, infatti, la società rossoblù contempla anche al suo interno la disciplina della pallavolo. Questo attraverso un settore giovanile che copre tutti i campionati giovanili regionali, dal Minivolley all'Under 18, fino ad arrivare alla serie C, il massimo campionato regionale. Nella bacheca del settore pallavolo c'è anche la vittoria di due campionati di serie C (2013 e 2023) con conseguente promozione ai campionati nazionali ma in entrambi i casi si rinunciò alla promozione. In bacheca anche due Coppa Trentino-Alto Adige (2022 e 2023) ed una Coppa Province (2022).
Karate
L'associazione sportiva dilettantistica Karate Lavis esiste dall'8 gennaio 1993. È iscritta alla FITAK (Federazione Italiana Taekwondo e Karate), alla FILPJK (Federazione Italiana Lotta Pesi Judo Karate) che dal 2001 si trasforma in FIJLKAM. L'associazione riceve l'autorizzazione dal CONI all'apertura di un Centro Avviamento allo Sport (CAS) nel 1995.
Pallacanestro
Il C.R.C.S.D. Paganella oltre alla prima squadra di basket iscritta al campionato di Promozione presenta anche un settore giovanile che comprende squadra Aquilotti, Esordienti e Under 15 che partecipano ai rispettivi campionati.
Pallamano
Pressano, una frazione di Lavis, ospita la mwaluPallamano Pressano che milita nel campionato mwalyserie A maschile.
Note
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comunelavis.it.
• Osservatorio meteorologico amatoriale di Lavis (attivo dal 2006), su meteolavis.it.